MR. PANAMA

NON HA SCELTO UN CAPPELLO. HA SCELTO IL MONDO CHE VIVEVA DIETRO DI ESSO.

Prima di PanamaHatters c’era Marco.

Un uomo formato dalla moda, dalla fotografia, dall’immagine e dalle relazioni umane.

Aveva imparato a osservare i dettagli.

Il modo in cui la luce cambia un volto.

Il modo in cui una proporzione trasforma una silhouette.

Il modo in cui alcune persone entrano in una stanza senza avere bisogno di annunciarsi.

Per anni ha attraversato un mondo costruito intorno allo stile.

Eppure continuava a cercare qualcosa di più profondo.

Non semplicemente qualcosa di bello.

Qualcosa di vero.

Marco Tibiletti

L’INIZIO

UNA SERA A MILANO.

Tutto cominciò durante una cena a Milano.

Una conversazione.

Qualche parola sull’Ecuador.

Una fibra naturale.

Un cappello conosciuto in tutto il mondo con il nome di un Paese nel quale, in realtà, non era mai nato.

Per molti sarebbe rimasta soltanto una storia interessante.

Per Marco diventò una domanda impossibile da ignorare.

Dove nasce davvero l’autentico cappello Panama?

Seguirono alcune telefonate.

Poi una decisione.

Nel giro di un mese, Panama Hatters aveva un nome.

Allora sembrò quasi un gesto impulsivo.

Guardando indietro, fu l’inizio di una vita.

“Quello che sembrava un momento di follia era forse la prima vera intuizione del mio viaggio.”

FOTO NECESSARIA — INTRECCIO MANUALE ECUADORIANO

2400 × 1800 px · 4:3 paesaggio

ECUADOR

RITORNARE ALL’ORIGINE.

Marco non voleva costruire un marchio intorno a un oggetto che non conosceva fino in fondo.

Così seguì il Panama fino alla sua origine.

In Ecuador.

Lontano dal ritmo familiare di Milano, entrò in un mondo dove il tempo si muoveva diversamente.

Tra fibre lasciate asciugare all’aria e mani che ripetevano gesti ereditati da generazioni, vide la Toquilla trasformarsi lentamente in forma.

Un filo dopo l’altro.

Un giorno dopo l’altro.

Incontrò artigiani che non parlavano di lusso.

Parlavano di pazienza.

Di clima.

Di sensibilità.

Del momento esatto in cui una fibra è pronta, riconosciuto semplicemente sfiorandola tra le dita.

Alcuni cappelli richiedevano giorni.

Altri settimane.

I più rari domandavano mesi di silenzio e precisione.

Marco comprese che il valore di un autentico Panama non poteva essere misurato soltanto dal suo aspetto.

Il suo vero valore era nascosto nel tempo.

“In Ecuador ho capito che non stavo acquistando cappelli. Mi veniva affidata una cultura.”

Da quel momento, il viaggio cambiò.

Non stava più cercando un prodotto.

Aveva trovato una responsabilità.

FOTO NECESSARIA — DALL’ECUADOR ALL’ITALIA

2400 × 3000 px · 4:5 ritratto

IL CODICE

L’ECUADOR GLI HA DATO L’ANIMA.

L’autentico Panama poteva nascere soltanto lì.

In Ecuador.

Nella terra della Toquilla.

Nel sapere delle mani capaci di trasformarla.

Marco non ha mai voluto cancellare quell’identità né nasconderla dietro un’origine inventata.

La fibra sarebbe rimasta ecuadoriana.

L’intreccio sarebbe rimasto ecuadoriano.

Il gesto umano sarebbe rimasto ecuadoriano.

Ma il cappello aveva ancora un altro viaggio da compiere.

Verso l’Italia.

Verso la proporzione, il colore e un’eleganza contemporanea.

Verso l’istinto di un uomo che aveva trascorso la vita osservando il modo in cui l’identità diventa visibile.

L’Ecuador diede al cappello la sua anima.

L’Italia gli diede presenza.

Da quell’incontro nacque il codice Panama Hatters:

l’autentico Panama, interpretato attraverso uno sguardo italiano.

FOTO NECESSARIA — ARCHIVIO HOTEL / DESTINAZIONI

2400 × 3000 px · 4:5 · presenza PanamaHatters reale

LE DESTINAZIONI

NON COMINCIÒ DAI NEGOZI.

Quando le prime collezioni furono pronte, Marco prese una decisione che avrebbe definito il futuro della Maison.

Non voleva che Panama Hatters cominciasse nelle vetrine tradizionali.

Voleva che i cappelli vivessero prima ancora di essere venduti.

Li immaginò nei luoghi modellati dal viaggio.

Sulle terrazze affacciate sul Lago di Como.

Nei resort del Mediterraneo.

Lungo i campi da golf illuminati dalla prima luce del mattino.

Sugli yacht che lasciavano il porto.

Nelle hall degli hotel attraversate da persone provenienti da ogni parte del mondo.

Luoghi in cui l’eleganza non viene esibita.

Viene vissuta.

E così i cappelli iniziarono a viaggiare.

Raggiunsero Villa d’Este.

Entrarono nel mondo Belmond, dal Cipriani di Venezia allo Splendido, dal Caruso al Sant’Andrea.

Comparvero in hotel internazionali, resort, golf club, destinazioni benessere e ambienti privati scelti non per la loro visibilità, ma per il loro carattere.

In seguito arrivarono progetti ed esperienze con nomi legati alla nautica, all’automobile e all’ospitalità internazionale, tra cui Ferretti, Lamborghini, Campari e il mondo nautico di Monte-Carlo.

L’intuizione era diventata realtà.

Un autentico cappello ecuadoriano, guidato da una visione italiana, stava trovando il proprio luogo naturale tra le destinazioni più riconoscibili del mondo.

“Non ho mai voluto che Panama Hatters fosse semplicemente venduto. Volevo che venisse incontrato durante un viaggio.”
Marco Tibiletti, Mr. Panama

RICONOSCIMENTO

QUANDO MARCO TIBILETTI DIVENTÒ MR. PANAMA.

Il nome non nacque intorno al tavolo di un’agenzia pubblicitaria.

Arrivò lentamente.

Attraverso i viaggi.

Attraverso gli artigiani.

Attraverso le collezioni.

Attraverso gli hotel, i clienti e le persone che non associavano più Marco a un singolo prodotto, ma a un intero universo.

Era diventato l’uomo che conosceva l’origine.

L’uomo capace di riconoscere la qualità di un intreccio attraverso il tatto.

L’uomo che aveva compreso come un oggetto antico potesse entrare nella vita contemporanea senza perdere la propria verità.

Marco diventò Mr. Panama.

Non come personaggio.

Come riconoscimento.

Quel nome non era più un soprannome.

Era diventato una firma.

LUSSO

UN’IDEA DIVERSA DI LUSSO.

Per Mr. Panama, il lusso non ha mai significato eccesso.

È il contrario.

È sapere da dove proviene qualcosa.

Comprendere come è stata realizzata.

Riconoscere la differenza prima ancora che qualcuno la spieghi.

È il peso di un cappello che quasi scompare quando viene indossato.

È la perfezione irregolare di qualcosa modellato dalle mani.

È il modo in cui un oggetto si adatta lentamente alla persona che lo vive.

Un autentico Panama non è destinato a rimanere immobile.

Viaggia.

Assorbe luce, aria e memoria.

Con il tempo diventa più personale.

Non completa semplicemente un abito.

Comincia a rivelare la persona che lo indossa.

Marco Tibiletti, fondatore di PanamaHatters

LA MAISON

L’UOMO DIETRO LA MAISON.

Oggi Mr. Panama continua a guidare il mondo che ha iniziato.

Immagina le collezioni.

Studia forme e proporzioni.

Seleziona fibre, nastri e dettagli.

Costruisce progetti per hotel, resort, yacht club, golf club, aziende internazionali ed eventi privati.

Ma il suo ruolo va oltre la direzione creativa.

Continua a essere il legame tra l’origine e la destinazione.

Tra l’artigiano che comincia il cappello in Ecuador e il viaggiatore che un giorno lo indosserà accanto a un lago, su un’isola, a bordo di uno yacht o in una città lontana da casa.

Ogni creazione Panama Hatters porta con sé quel viaggio.

Le mani che l’hanno realizzata.

Lo sguardo che l’ha interpretata.

I luoghi che è destinata a raggiungere.

Perché Panama Hatters non porta soltanto il nome del suo fondatore.

Porta il suo modo di guardare il mondo.

IL FUTURO

IL VIAGGIO CONTINUA.

Quello che cominciò con una conversazione a Milano diventò un ponte tra continenti.

Una fibra diventò una collezione.

Una collezione diventò un’identità.

Un’identità diventò una Maison.

Eppure, per Mr. Panama, la storia è ancora all’inizio.

Ci sono nuovi artigiani da incontrare.

Nuove forme da immaginare.

Nuove destinazioni in attesa.

E da qualche parte, lontano dal luogo in cui tutto è cominciato, un altro viaggiatore sta per incontrare per la prima volta una creazione Panama Hatters.

Forse in un hotel affacciato sul mare.

Forse sul ponte di uno yacht.

Forse sotto il sole di un luogo che non dimenticherà mai.

Vedrà il cappello.

Poi lo toccherà.

E senza che nessuno debba spiegargli la sua storia, comprenderà che proviene da qualcosa di autentico.

MR. PANAMA

UN CAPPELLO PUÒ COMPLETARE UN ABITO. QUELLO GIUSTO RIVELA UNA PERSONA.

Creato in Ecuador. Interpretato da uno sguardo italiano. Nato per viaggiare.

“Non ho mai voluto creare qualcosa per tutti. Ho voluto custodire qualcosa di autentico per chi sa ancora riconoscerlo.”

INTERVISTA

UNA CONVERSAZIONE CON MR. PANAMA.

01

Panama Hatters è nato quasi per caso. Ricorda ancora quel momento?

«Credo che i progetti più autentici non nascano mai da un business plan, ma da un’intuizione.

Tutto è iniziato durante una cena a Milano. Una conversazione sull’Ecuador, sulla sua tradizione artigianale e su un oggetto che il mondo conosceva da sempre, ma che troppo spesso aveva smesso di raccontare nella maniera corretta.

In quel momento ho capito che non volevo creare un nuovo marchio di cappelli.

Volevo restituire identità al vero Panama.»

02

Cosa rappresenta oggi Panama Hatters?

«Panama Hatters è l’incontro tra due culture.

Da una parte l’Ecuador, dove la fibra di Toquilla viene intrecciata a mano secondo una tradizione tramandata da generazioni e riconosciuta dall’UNESCO come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità.

Dall’altra l’Italia, dove ogni cappello viene interpretato attraverso proporzioni, dettagli e design.

L’Ecuador gli dona l’anima.

L’Italia gli dà carattere.

Noi ci limitiamo a rispettare entrambe.»

03

Perché ha scelto di partire dagli hotel di lusso invece che dalle boutique di moda?

«Perché il viaggio viene prima dello shopping.

Le persone non ricordano una vetrina.

Ricordano un tramonto visto dalla terrazza di un grande hotel, una passeggiata sul lungomare, una partita a golf, una giornata in barca o un aperitivo al tramonto.

È lì che un Panama trova il suo contesto naturale.

Per questo Panama Hatters ha iniziato il proprio percorso all’interno di hotel, resort e golf club internazionali.

Non è stata una strategia commerciale.

È stato il luogo più naturale dove iniziare il viaggio.»

04

Cosa distingue un autentico Panama?

«Oggi molti identificano il Panama con una forma.

In realtà il Panama è, prima di tutto, un’origine.

Nasce esclusivamente dalla fibra di Toquilla coltivata in Ecuador e prende vita attraverso un intreccio completamente manuale che richiede esperienza, precisione e tempo.

Per le tessiture più pregiate possono essere necessari mesi di lavoro.

Alcuni dei celebri Montecristi rappresentano ancora oggi una delle più alte espressioni dell’artigianato mondiale.

L’autenticità non è un dettaglio.

È il punto di partenza.»

05

Cosa accade quando una persona indossa un Panama Hatters?

«Un cappello non dovrebbe mai rimanere perfetto.

Dovrebbe vivere.

Accompagnare viaggi, custodire ricordi e adattarsi naturalmente alla persona che lo indossa.

Con il tempo prende la forma delle mani, segue i gesti di chi lo porta e diventa parte della sua storia.

È questo il privilegio degli oggetti realizzati con materiali naturali e lavorati a mano.

Non invecchiano.

Acquisiscono carattere.»

06

Qual è la sua idea di eleganza?

«L’eleganza non è attirare l’attenzione.

È lasciare un ricordo.

Non ha bisogno di loghi evidenti né di eccessi.

È fatta di dettagli, autenticità e proporzioni.

È la stessa sensazione che si prova entrando in un grande hotel, salendo a bordo di uno yacht o passeggiando in una città che non ha bisogno di presentarsi.

Il vero lusso è sentirsi perfettamente a proprio agio, ovunque ci si trovi.

Per me, questo è il significato di Panama Hatters.»